from the relax dept.
Finalmente un aggiornamento a quest'ormai polveroso blog per un breve report sulla vacanza a San Teodoro, Sardegna, dal 17 giugno al 2 luglio con Laura. Le nostre ultime (o penultime?)"ferie" al mare da fidanzati... dall'anno prossimo come già saprete... ;-)
Il tutto è iniziato nel pomeriggio di lunedì 17, partendo alla volta di Genova per l'imbarco sulla nave "La Suprema" del gruppo Grimaldi. Come sempre è andato tutto molto bene ed i servizi di bordo sono stati impeccabili: la cabina era ben tenuta e comoda, persa in un labirinto di corridoi ma dopo qualche ora riuscivamo bene o male a raggiungerla senza troppi errori :D
Diversamente dagli altri anni abbiamo deciso di rimanere fissi al campeggio San Teodoro "La Cinta", girando le spiagge nelle vicinanze e godendocì un po' (colazione al bar tutte le mattine, pesce fresco, etc...) la vacanza nell'ozio più totale. Devo dire che le due settimane mi hanno aiutato a riprendermi, anche se la quantità di gente era più o meno comparabile con quella ad Agosto in Corsica, l'anno scorso.
Dato che siamo rimasti fermi ho deciso di scrivere qualche punto sulle cose che mi hanno più colpito, lasciando magari a vacanze future il compito di descrivere le varie località dell'isola.
1. Giochiamo a nascondino?
Primo appunto: per trovare le calette in Sardegna bisogna essere sardi. Sì perché i cartelli per arrivarci giocano più che volentieri a nascondino, quasi non volessero essere trovate. Il modo più rapido è, ovviamente, fermarsi a prendere qualcosa in un bar e chiedere ad un oriundo...
2. Prego prego?
Non andate in sardegna a giugno. O forse, anche in altri mesi. Non che cel'abbia con i venditori ambulanti, anzi, ma siccome mi scoccia essere scortese (ignorarli), si finisce per dire "No, grazie" anche 30 e più volte al giorno. In due settimane sono 450 "No grazie".
Mi ha colpito anche il fatto che arrivavano anche nelle calette più nascoste: forse che si faccia prima chiedendo a loro?
3. Formaggio desiderate?
Non ero mai stato in Sardegna, e mi ha colpito quando un ragazzo passeggiando per la spiagga ci ha chiesto "Formaggio desiderate ragazzi? (aiò)". All'uscita della spiaggia, non so come, era poi possibile ritirare il prodotto "prenotato".
4. Tiiiiscali!
Come ben sapete Tiscali è stata creata ormai anni fa dal sardo Renato Soru. E (quasi) tutti gli esercizi "senza dominio" hanno email, ovviamente, tiscali.it!
A quanto pare è il nome di un monte, e si trovano pure formaggi con nomi che derivano da esso.
11 luglio 2008
Sardegna 2008
by MorenoCarullo alle 13:00 2 commenti
29 novembre 2007
Maldive 2007: Alimathà Bravo Club
from the vacation-and-relax dept.Ebbebe anche questa vacanza é terminata. Vacanza, sì: io e la mia fidanzata Laura abbiamo trascorso una splendida settimana nell'isola di Alimathà, atollo di Felidhoo, Maldive. L'isola è un villaggio Bravo-Alpitour, tenuto molto molto bene e caratterizzato da un'animazione scarsamente invasiva (leggasi: se vuoi rilassarti puoi farlo). Arriviamo e subito scopriamo la prima regola: sull'isola non si usano calzature; abbiamo così trascorso l'intera vacanza a piedi scalzi.
Il posto è meraviglioso, ma ciò che ci ha colpito di più è l'innata gentilezza e disponibilità dei maldiviani (e popoli vicinanti), condita da una notevole "voglia di fare" che si traduce in incessante operosità, volta a mantenere questo paradiso terrestre come tale: ogni giorno 130 dipendenti del posto si occupano di mantenere la sabbia pulita, ordinata, di fare manutenzione di vario tipo alle strutture ed alle piante, di preparare le stanze, il cibo, etc. Grazie ai maldiviani (ed agli indiani, i cingalesi ed i bengalesi) quindi l'isola si offre nel suo massimo splendore.Abbiamo avuto la possibilità di effettuare un'escursione all'isola dei pescatori, di cui riporto una foto in questo post. Questa visita di mezza giornata permette di capire quale sia la vita quotidiana di un vilaggio maldiviano, incentrata sul lavoro (pesca e turismo) e sulle attività religiose (i maldiviani sono islamici). Al termine del giro turistico-informativo si ha la possibilità di acquistare qualche souvenir, come parei (sia da donna che da uomo), oggettistica, bevande (tra cui la Coca cola alla vaniglia), sigarette, dolciumi, birra maldiviana (succo di limone!). I maldiviani sembrano molto felici, anche se apparentemente possiedono molte meno cose di noi.
Tornando all'isola di Alimathà, la cucina in stile italiano offre ogni giorno una varietà di antipasti, primi, secondi, dolci e frutta decisamente sovrabbondante: essendo il servizio a buffet è assai facile lasciarsi andare riscoprendo poi al ritorno che i calzoni non ne vogliono più sapere di entrare. Notevole quindi la capacità dei cuochi maldiviani & co di immedesimarsi nei gusti nostrani, anche se spesso lasciano tradire le loro tradizioni lasciandosi prendere la mano abbondando col peperoncino o con l'aglio. La serata del mercoledì inoltre è dedicata totalmente al pesce, quella del venerdì alla cucina locale. Gli altri giorni non sono da meno, comunque: l'abbondanza e la qualità la fanno sempre da padrone.
Chiudo con un'immagine scattata (vi riporto l'originale, non ho apportato ritocchi) dal nostro bungalow overwater (ovvero una sorta di palafitta): i paesaggi al chiaro di luna ed al tramonto sono veramente incantevoli, e la foto non rende certamente l'effettiva bellezza. Certo ne avrei mill'altre da mostrare, ma preferisco preservarle per chi avrà la pazienza di visionarle direttamente con noi, di persona ;-)
27 agosto 2007
Corsica 2007
from the sad-but-true-vacation-is-over dept.
Come al solito, meglio tardi che mai (scrivere questo report!). Ecco il resoconto del viaggio in Corsica dal 2 al 17 agosto 2007 con la mia fidanzata Laura. Siamo partiti per la Corsica con in testa un posto forse ancora un po' selvatico, pensando ai Corsi come fedeli e gelosi custodi della loro cultura, e già conoscendo la giusta fama delle birre nazionali. Vediamo un po' com'è andata, e vediamo i pregiudizi come sono stati confermati o sfatati.
Giovedì 2 agosto: si parte per la Corsica, destinazione Calvi. La partenza della nave Corsica Ferries è prevista per le ore 8.15, è necessario trovarsi nel parcheggio un'ora prima. Fatti i dovuti conti decidiamo di partire per le 4 e rotti, timbrando il biglietto alle 6.33.
Aspettiamo pazientemente il nostro turno, ed una volta a bordo prendiamo posto nelle scomode sedie del bar al ponte 6. Arriviamo nella bella Corsica verso le 14, la ricerca per il campeggio termina abbastanza in fretta (Camping Les Castors, si parla italiano), così ci facciamo un giro per la città... molto carina, turistica, attrezzata, pulita. Il mare è molto bello, trasparente. Decisamente un bel posto, adatto anche a settimane di solo mare per il relax più totale.
Venerdì 3 agosto: gitarella in giornata per Ile Rousse, bella località di mare ma un po' meno "turistica" di Calvi.
Bel mercato, bel centro, bel mare. Per arrivarci abbiamo preso un simpatico trenino a scartamento metrico, che però assomiglia molto di più ad un autobus AVT prossimo al pensionamento sia per l'aspetto che per i rumoracci... però è molto bello il fatto che il trenino ferma a tutte le spiagge che meritano, così non bisogna arrivarci a piedi.
Sabato 4 agosto: partiamo in direzione Ajaccio, con l'intenzione di fermarci nei pressi di Porto. In realtà poi ci fermeremo a Sagone, nel golfo dallo stesso nome. A Porto mangiamo, accompagnando il pasto con la birra Serena (birra corsa, "standard" - più avanti i dettaglio :-)), e prima di Sagone ci fermiamo per una "passeggiata" montanara di 1 ora e passa alla scoperta delle Calanches.
Arriviamo poi al camping di Sagone (Sagone Camping) nel pomeriggio. Piccola parentesi sul campeggio: ordinato e sufficientemente pulito, piazzola grande. Ma l'inglese no, non lo sanno parlare (ed altri italiani se ne sono accorti - "ehi ma quella parlava un inglese strano!" - abbiamo sentito dire) !
Rimaniamo a sagone anche domenica 5 agosto, giornata di solo mare. Le spiagge sono belle, semideserte. Il mare è un po' sporco (di alghe), ma l'acqua è trasparente. Overall: bel posto, poco casino, ottimo relax. Nei due giorni di sosta assaggiamo anche la birra Colomba (ai "sapori della macchia mediterranea") e la Pietra (alla castagna) : sinceramente non ho capito quale delle due sia migliore, ad ogni modo entrambe meritano abbondantemente.
Lunedì 6 agosto: si parte per Ajaccio. Il viaggio da Sagone dura poco, dopo un po' di giri ed un campeggio pieno arriviamo al Campeggio Les Mimosas (si parla italiano!). Dedichiamo la giornata alla visita della città: una bella scarpinata, sì, ma comunque è una città come un'altra, niente di particolare. Ecco, salta subito all'occhio che la viabilità è stata ereditata da quella francese, per cui ci sono un sacco di semafori (anche in mezzo alle rotonde) ed in generale si capisce poco quale fosse l'oscuro disegno nella mente di chi ha progettato le strade...
Martedì 7 agosto:
Partiamo verso il sud della corsica, verso il mare bello, quello vicino alla Sardegna, verso le spiagge quasi-caraibiche. Dopo un viaggio abbastanza lungo a causa delle strade non eccezionali, ci fermiamo al campeggio Les Jardins Du Golfe (si parla italiano!) e passiamo il pomeriggio alla spiaggia di Palombaggia, bella ma molto affollata. Se vi volete godere il mare senza inutili spese, bisogna arrivare prima delle 9.00, altrimenti i parcheggi gratuiti esauriscono e bisogna pagare l'obolo cartelloso di 3,50 euro ad uno degli altri due super-parcheggi della zona.
In generale anche per le altre spiagge vale così, tranne per Rondinara dove il parcheggio a pagamento è l'unica opzione disponibile.
La nostra sosta nella Corsica del sud è durata una decina di giorni,
durante i quali abbiamo visto alcune spiaggie vicine (Santa Giulia - bellissima, Rondinara - pure) e ci siamo dedicati al relax totale. Uniche parentesi sono state le visite di Bonifacio e di Porto Vecchio, molto caratteristiche. Se il tempo è bello e vi piace questo genere di cose da Bonifacio partono vari tipi di escursioni in barca, che generalmente durano tutta la giornata e propongono anche il pranzo a bordo oppure una grigliata in una qualche isola della zona.
Un pomeriggio alla Rondinara una mucca fa capolino tra i villeggianti, che incuriositi ne seguono i movimenti. La pacifica bestia mangia qualche panino quà e là, tranquilla e beata...
Fino a quando un imbecille la afferra per le corna, sicché
questa si spaventa (e tutti in mare con le borse frigo e tutto- quello- che- si-può-accattare) e poi se ne scappa... certo che il mondo è proprio avariato!
Giovedì 16 agosto: visita di Corte, la città interna della Corsica dove ancora si custodiscono gelosamente le tradizioni. Ci fermiamo al camping La Restonica (bagni pulitissimi, e si parla italiano!), dove forse per la prima volta sentiamo il dialetto corso, che sembra un misto tra genovese, sardo e siciliano. La cittadella di Corte è molto bella, merita una visita. I ristorantini sono piacevoli ed i prezzi accettabili.
Venerdì 17 agosto: si parte per Bastia, da cui poi alle 15.30 abbiamo preso la nave di ritorno per Savona. Decidiamo di fare il giro della città con gli inutili trenini-bus a tre carrozze, e qui l'idizia arriva a livelli assurdi: durante le spiegazioni in loco la tizia chiede (ma l'abbiamo capito dopo) se qualcuno non parla francese, ma lo chiede IN FRANCESE! A parte la buffa parentesi la città sembra pure carina, ma non abbiamo avuto molto tempo per vederla fino in fondo.
Riassumendo... la Corsica è veramente bella, gli abitanti non sono così scorbutici come qualcuno racconta, le strade sono ormai percorribili e non si rischia la morte, il mare è fantastico, i prezzi sono più o meno "europei" e le attrazioni non mancano. Insomma: consigliata!
by MorenoCarullo alle 14:30 2 commenti
14 gennaio 2007
København 2006
from the late-is-better-than-ever dept.
Ebbene si, meglio tardi che mai. Sto parlando di questo piccolo report della splendida mini-vacanza a Copenhagen che io e la mia ragazza Laura ci siamo concessi dal 28 al 31 dicembre dell'ormai passato 2006. Cominciamo con una parentesi che mette "i puntini sulle i": è stracomune e diffuso trovare scritto il nome della nordica capitale con l'h nel posto sbagliato, ovvero dopo la g.
La vacanza ha inizio il giorno 28, quando verso le 11.30 partiamo da Varese, destinazione Milano Malpensa. A parte una snervante attesa di circa un'oretta causa nebbia la partenza ed il viaggio scorrono via lisci come l'olio ed in meno di due ore ci troviamo a camminare nell'areoporto intercontinentale di Copenhagen, a quanto pare il più grande nella zona. Nel giro di qualche minuto cominciamo a prendere confidenza con la "salata" città, ben cinque euro a testa per neanche 8 minuti di treno (comodo, ok, ma caro).
Arriviamo alla stazione e dopo aver preso confidenza con la cartina ci dirigiamo verso l'hotel The Square, un tre stelle veramente molto ben tenuto. Coincidenza al nostro arrivo troviamo il parco di divertimenti Tivoli in pieni festeggiamenti a base di fuochi d'artificio a go-go. Due giorni dopo lo vedremo anche dall'interno in occasione dell'apertura straordinaria con mercatini di Natale.
Ci accorgiamo subito che i danesi sono degli appassionati ciclisti: tutti qui girano in bicicletta, i velocipedi sono parcheggiati ovunque - spesso senza catena - e tutte le strade sono attrezzate di piste ciclabili. Le famigliole poi sono dotate di simpatici carrelli in cui trasportare i figli, la spesa, il cane e quant'altro. Tzè, alla faccia del senso comune che vuole solo olandesi e cinesi perfetti seguaci dell'ecologico mezzo a due ruote.
Nei due giorni seguenti ci dedichiamo alla visita della città (e dei pub!) e rimaniamo piacevolmente sorpresi: il centro è abbastanza pulito ed ordinato, si respira un'aria serena e tranquilla anche se un po' fredda e distaccata. Le principali attrazioni della città includono ovviamente la sirenetta, statua in bronzo voluta dal birraio Jacobsen (birra Carlsberg) localizzata in prossimità del mare, la torre rotonda, il vecchio porto Nyhavn, le vie dello shopping Strøget, il parco Tivoli, il museo Carlsberg, le mille statue equestri dei vari re Federico/Cristiano ed una buona quantità di chiese vecchie e nuove.
Un discorso particolare merita la cucina danese: il piatto tipico del mezzogiorno è lo Smørrebrød, una sorta di tramezzino aperto ricoperto di una robusta dose di burro e servito con le aringhe, il salmone, le verdure, la carne, etc. Fanno da contorno verdure, insalate, salsine agrodolci e formaggi.
Tutto ciò che abbiamo assaggiato ha saputo colpire positivamente i nostri palati, ma purtroppo anche i nostri portafogli - mediamente si mangia con 20 euro a testa con un piatto unico, aggiungendo un secondo o dolcetti vari il conto lievita notevolmente. Nonostante questo i piatti danesi sono molto sostanziosi e le porzioni generose, quindi sicuramente lo stomaco rimane soddisfatto.
Che dire quindi di Copenhagen? E' una magnifica città, molto bella e dall'atmosfera singolare e romantica. Vi consigliamo di passarci, prima o poi, nella vostra vita!
by MorenoCarullo alle 23:24 1 commenti
Tags: copenhagen(T), viaggi(T)
09 settembre 2006
Back to Sicily
Quest'anno ancora Sicilia, ma stavolta abbiamo scelto di rimanere un po' più fermi in quel di San Vito Lo Capo e di soggiornare in un piccolo bilocale.
Immancabile l'escursione alla Riserva dello Zingaro (qui a dx), che ci ha regalato uno splendido bagno poco dopo le 8.00 di mattina... è fantastico avere una caletta tutta per sè accompagnati soltanto dal rumore del mare (e degli insettacci :D)!
Altra escursione all'isola di Favignana, la più famosa ed affollata delle Egadi. Il mare di questa assomiglia a quello già visto a S. Vito ed allo Zingaro, anche se alcuni pezzi dell'Isola sembrano un po' lasciati a loro stessi... forse un po' più di cura permetterebbe di valorizzare al meglio una località decisamente bella e caratteristica.
Altre tappe ad Erice ed alle rovine di Segesta, ove è possibile osservare uno dei templi meglio conservati di tutta la trinacria. Per chi non fosse mai stato in Sicilia, beh, ascolti il mio invito: ne vale sicuramente la pena dato che il mare è bello, si mangia bene ed il clima è sempre caldo e piacevole.
Quest'anno è stata anche l'occasione per provare ad attraversare tutta l'italia in macchina, per un totale sino a S.Vito di c.a. 1400-1500 km (partendo da Varese, escluso il ritorno): è stata d'uopo una tappa dai miei parenti a Falciano (frazione di Subbiano, provincia di Arezzo, Toscana) dove siamo stati letteralmente rimpinzati a suon di chianina, biscotti, salame 'rtigianale, vin santo e quant'altro.
Il viaggio di ritorno è stato spezzato in due tappe: la prima poco dopo Foggia, la seconda al Lido di Dante, in un campeggio dov'ero solito passare le vacanze quand'ero più piccolo. Un ritorno al passato caratterizzato anche dall'immancabile piadina romagnola.
by MorenoCarullo alle 10:51 4 commenti
